Bonus ricerca e sviluppo per il settore delle biotecnologie

bonus ricerca e sviluppo

Gli studi clinici non interventistici sono sempre ammessi al credito d’imposta ricerca e sviluppo, mentre quelli condotti successivamente all’immissione in commercio del farmaco sono agevolabili solo quando sono di natura medico scientifica; l’acquisto di materiali necessari alla realizzazione di un prototipo non è fra gli investimenti ammissibili, fra i quali rientrano invece le spese di esternalizzazione per attività necessarie alla realizzazione del prototipo e i contratti di sviluppo sperimentale. Sono alcune delle precisazioni contenute in un documento di prassi dell’Agenzia delle Entrate sul bonus R&S (Risoluzione 122/E), che risponde a specifici dubbi interpretativi relativi al campo delle biotecnologie.

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Si tratta del credito d’imposta ricerca e sviluppo introdotto dall’articolo 3, comma 1, del decreto 145/2013, che la legge di Bilancio 2017 ha alzato al 50% fino a un tetto di 20 milioni di euro, e allungato fino al periodo d’imposta 2020.

Cos’ è ammissibile al Credito D’imposta?

Studi clinici interventistici (osservazionali): Sono sempre ammessi al credito d’imposta.

Studi clinici di fase IV: Non sono sempre ammissibili al bonus ricerca e sviluppo: sono agevolabili solo nel caso in cui siano studi di natura medico-scientifica.

Lavorazioni speciali che non possono essere svolte internamente in azienda e senza le quali sarebbe impossibile realizzare il prototipo stesso: i costi di esternalizzazione di queste attività sono ammissibili.

Acquisto di materiali per la realizzazione di un prototipo: non è agevolabile, anche se il materiale è necessario alla realizzazione del prototipo.

Contratti di sviluppo sperimentale: Se sono riconducibili a un risultato o prodotto innovativo  rientrano fra i costi ammissibili in base all’articolo 3, comma 6, lettera c, mentre se riguardano una ricerca senza carattere di innovazione sono ammissibili in base alla successiva lettera d.

Costi relativi a personale non altamente qualificato, dotato di specifiche competenze tecniche, che svolge la propria attività in totale autonomia di mezzi e organizzazione:  sono ammissibili, in base alla lettera d del comma 6, se non ricorrono i presupposti per qualificare la prestazione svolta come attività di ricerca commissionata ai sensi della lettera c.

Costi per personale altamente qualificato assunto con contratto di apprendistato: sono ammissibili, sempre che l’apporto fornito dal personale sia direttamente connesso alle attività di ricerca e sviluppo agevolabili.

Costi riferibili a consulenze regolatorie: si tratta delle attività connesse e propedeutiche all’immissione sul mercato di un farmaco e/o alla brevettabilità dello stesso e/o di un processo. Sono ammissibili se finalizzate alla definizione delle caratteristiche scientifiche e del disegno  dello studio clinico.

Studi clinici per contratti di ricerca sui farmaci, relativi ad assicurazione e comitati etici, in quanto costi accessori alla ricerca stessa: valgono le stesse regole previste per le consulenze regolatorie